Archivi del mese: ottobre 2015

Una storia popolare, di successo collettivo

Una storia popolare, di successo collettivo.

L’unione delle persone ha risolto il problema.

Abito in un quartiere popolare alla periferia di una grande città del nord.

Si tratta di un complesso di 8 palazzine tutte destinate alla residenza agevolata per persone a basso reddito.

Nel corso degli anni l’intero complesso ha subito un degrado, alcuni ascensori non funziona più, le facciate e le ringhiere avrebbero bisogno di una rinfrescata, ma soprattutto le vie di accesso interne e i piazzali hanno parecchie buche che vanno ad allargarsi e moltiplicarsi con il passare del tempo.

Le strade interne ed i piazzali non fanno parte della viabilità comunale, e quindi vi è la percezione che sia un problema di pertinenza dei condomini.

I condomini però, abitando in case popolari, ritengono che se ne debba occupare l’ente che le gestisce, il quale per altro non dispone di molti soldi e ha altre priorità.

Nel corso degli ultimi anni si è formato un comitato di quartiere che si è fatto promotore di richieste e lamentele nei confronti dell’ente.

Col risultato di ricevere solo delle promesse verbali mai mantenute.

Io stesso anche usando solo la bicicletta mi sono trovato a fare lo slalom tra le buche per evitare contraccolpi e danni alla mia bicicletta, ma la sera o con la pioggia non sempre sono riuscito nel mio intento.

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Sicurezza non solo a parole – Tabella e Giubbetto

Sicurezza non solo a parole

Sicurezza vuol dire anche tabella e giubbetto

IMG_20150831_184019 Al di là di quello che possiamo pensare e dire noi del KaltAsphalt Plus, ci piace riportarvi le esperienze e reazioni che hanno avuto i nostri clienti, anche perché a volte sono andate ben oltre le nostre aspettative.

Per qualsiasi prodotto ciò che ne determina il successo o il fallimento è l’apprezzamento e la critica del consumatore finale.

Questo significa che diventa fondamentale capire le esigenze e le aspettative delle persone e saper risolvere le loro esigenze.IMG_20150710_193837

Molto Interessanti e stimolanti sono quelle situazioni, come quella che sto per condividere, nelle quali emergono spunti,  considerazioni, idee che nemmeno noi avremmo mai immaginato.

Ecco che diventa importante stimolare la curiosità per informare anche gli altri.

Da subito ci siamo resi conto che il modo più efficace per dare evidenza della bontà prestazionale e funzionale del KaltAsphalt Plus, l’asfalto a freddo risolutivo,  era quello di fare una dimostrazione pratica.

Tanto più che abbiamo deciso di vendere direttamente in tutta Italia e Europa, noi direttamente, senza rivenditori o intermediari, in modo da dare alla committenza il valore aggiunto di parlare e confrontarsi direttamente con il produttore.

Allora ci siamo posti una serie di domande su come, con che cosa e in che modo avremmo potuto rendere efficace al massimo la dimostrazione pratica di posa e utilzzo del KaltAsphalt Plus.

Abbiamo attrezzato un furgone come laboratorio in modo che potesse muoversi su tutto il territorio portandosi sia il prodotto che gli attrezzi necessari.

Abbiamo “vestito” il nostro tecnologo in modo che fosse professionale, ordinato e pulito.

E poi abbiamo pensato alla sicurezza passiva,  dotandolo di giubbetto ad alta visibilità e 2 tabelle di segnalazione lavori in corso, facili da trasportare, poco ingombranti ma soprattutto rapide e stabili da mettere sulla strada oggetto dell’intervento.

Ovviamente sia giubbetto che tabelle le abbiamo personalizzate con il nostro brand e slogan:

KaltAsphalt Plus e Noi Per Voi, Strade Sicure.

Tutto questo è stato subito percepito come un “saper fare” ma il geometra di un Comune si è spinto oltre.

Durante la dimostrazione pratica, fissata nel suo comune al quale oltre al geometra hanno partecipato anche due operai del Comune stesso, questi hanno fatto la battuta: “ Visto che la tabella dei lavori è così pratica, potreste ben fornircela assieme ai sacchi di asfalto”.

Il geometra ha preso la palla al balzo, come si suol dire e ha subito rilanciato: “Ovviamente compro il vostro prodotto ma ci dovete anche dare un giubbetto e una tabella”.

Al che con enfasi il nostro tecnologo ha risposto: “ Sì magari pure personalizzata con il logo del vostro Comune”

Proprio così!

Al primo ordine di 4 o 8 bancali di KaltAsphalt Plus, forniamo in omaggio giubbetto alta visibilità e tabella pericolo  lavori in corso, personalizzata con il logo del Suo Comune.

luca G.

Sacco trasparente Risultato Evidente

Sacco trasparente pulito, risultato evidente

Salvaguardiamo l’ambiente e diamo un risultato permanente.

Ormai il nostro tecnologo si muove su tutto il territorio con il suo furgone debitamente attrezzato, andando a fare le varie dimostrazioni con disinvoltura ed efficacia.

Ma in ogni caso ogni volta è una situazione diversa, con persone diverse con esperienze e vissuti diversi.

La diversità genera ricchezza, scrisse qualcuno, e a mio avviso è proprio così, naturalmente se si sa ascoltare e si è curiosi.

Il sacchetto del KaltAsphalt Plus ha la caratteristica di essere trasparente quindi, a differenza di tutti gli altri, si vede il prodotto, come è  fatto, colore, granulometria e soprattutto che non unge e non sporca il sacchetto stesso.

A prima vista può sembrare che il prodotto sia secco o bruciato; mi sono sentito dire anche questo, ma lo capisco perché è una delle tante emozioni che scaturiscono quando uno che non lo conosce lo vede per la prima volta.

Sinceramente il sacco trasparente era nato perché ci permetteva di usare solo due colori di stampa per la grafica, il bianco e il verde, mentre il nero lo avremmo avuto gratuitamente dal prodotto stesso.

Ma abbiamo subito avuto riscontro dal mercato che la trasparenza è percepita  anche come sincerità nel far vedere nel tempo cosa vendiamo, un po’ come lo slogan “ a scatola chiusa, compro solo Arrigoni”.

Beh speriamo che a sacchetto chiuso compriate solo KaltAsphalt Plus.

Sacco che conteneva il prodotto
Sacco che conteneva il prodotto

Ma al di là di queste “sviolinate” commerciali non ci eravamo spinti in ragionamenti più profondi.

Cosa invece che ha fatto un capo cantoniere dell’Alto Adige il quale, mentre facevamo la dimostrazione, ha incominciato a raccogliere meticolosamente i sacchetti vuoti.

Anzi, ha richiesto che l’apertura degli stessi per svuotarli avvenisse solo tagliando la sommità in modo da lasciare integro il resto del sacco.

Al momento non abbiamo fatto caso al perché il capo cantoniere fosse mosso da questo intento.

Ma alla fine ci ha spiegato per bene.

In Alto Adige hanno raggiunto una percentuale di selezione e riciclo dei rifiuti molto alta, questo soprattutto grazie all’impegno e all’attenzione di ogni singolo individuo.

Il capo cantoniere ha subito notato che per prima cosa il sacchetto in polietilene, non essendo unto, era smaltibile nei bidoni della plastica senza nessuna contro indicazione.

Ma poi, notando la robustezza dei nostri sacchi, ha realizzato che poteva riutilizzarli, se aperti nel giusto modo, per introdurvi i rifiuti di plastica che recuperano dalle scarpate stradali, senza dover usare i classici sacchi neri nuovi.

Quindi, mano a mano che svuotavamo i sacchi, lui meticolosamente li piegava in quattro e li metteva all’interno di un sacchetto stesso fino a riempirlo, così da avere la scorta bella e pronta nel momento in cui ne avrebbe avuto bisogno.

Che dire, un complimento a questo capo cantoniere dal nome tedesco indecifrabile ma che ci ha dato un chiaro esempio da replicare.

Grazie dell’insegnamento.

Pubblicato da Vittorio A.

A Roma guerra alle buche stradali: bandi di manutenzione per 109 milioni

Pubblicato lunedì 24 agosto 2015

La Capitale volta pagina sulla manutenzione stradale. E si prepara a lanciare una serie di gare per affidare la manutenzione sulle principali arterie stradali, insieme a un servizio innovativo per la mappatura e la rilevazione dei danni da riparare.

Le risorse messe in campo sono cospicue: 109 milioni spalmati in tre anni. La delibera sul programma è stata firmata il 13 agosto scorso dall’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Pucci. I bandi di gara usciranno sulla Gazzetta europea entro la prima metà di settembre.

È lo stesso sindaco Marino a sottolineare la portata dell’iniziativa. «Ancora una volta – afferma Marino in una nota – Roma cambia tutto, e rivoluziona il sistema di manutenzione ordinaria, sorveglianza e monitoraggio e pronto intervento delle sue strade, attraverso regole chiare e trasparenti e mettendosi al passo con i tempi. Con i nuovi appalti sarà infatti richiesto, alle ditte aggiudicatrici, l’utilizzo delle più moderne tecnologie per la sorveglianza delle sedi stradali la garanzia di un servizio di pronto intervento h24, oltre all’obbligo di sottoscrivere polizze assicurative per la corretta esecuzione dei lavori».

Sono due i programmi di intervento che stanno per andare in gara, spiega l’assessore Pucci. «Il primo, suddiviso in tre lotti, riguarda i servizi di Sorveglianza e monitoraggio del manto stradale, i marciapiedi e le caditoie e la segnaletica.

L’altro, spacchettato in dodici lotti, disciplina un Accordo quadro per la manutenzione ordinaria e il pronto intervento. Gli appalti, dureranno tre anni, dal 1 ottobre 2015 al 30 settembre 2018». Il bando per la sorveglianza e monitoraggio vale oltre 12,2 milioni di euro in tre anni, mentre i lotti da affidare per i lavori della manutenzione ammontano a quasi 97 milioni.

Gli interventi riguardano le strade di grande viabilità, la viabilità dell’Eur, le sedi tramviarie e le “opere d’arte di rilievo”, cioè infrastrutture specifiche come ponti, gallerie, cavalcavia e sottovia. La principale novità, spiega sempre l’assessore ai Lavori pubblici, è «la separazione dell’attività di manutenzione ordinaria da quella di sorveglianza e monitoraggio, con la costruzione di un data base che renderà più efficiente il pronto intervento». «Queste due attività – precisa Pucci – pur rimanendo strettamente correlate, verranno affidate a soggetti diversi».

La mappatura sarà realizzata con sistemi tecnologici avanzati, attraverso strumenti di geolocalizzazione e tracciamento, individuando buche, marciapiedi, caditoie e segnaletica presenti sulle strade. Un monitoraggio quotidiano che dovrebbe consentire di riparare i danni con tempestività. «Le imprese devono garantire la propria disponibilità ad intervenite continuamente, pertanto 24 ore su 24 e tutti i giorni inclusi festivi», precisa Pucci.

Lo strumento di cui la Capitale si è dotata per dare la “caccia alla buca” in tempo reale si chiama Star: segnalazione e tracciamento delle anomalie sulle strade di Roma. «Si tratta di una vera e propria rivoluzione – sottolinea Pucci – che renderà più efficiente la manutenzione e quindi più sicure le nostre strade».

Edilizia e territorio

Chiudere le buche costa 2 milioni

Dopo i danni alle strade della stagione invernale con buche e fratture ovunque, la Provincia ha avviato in questi giorni le asfaltature nei tratti più ammalorati della rete stradale.

«Abbiamo dovuto attendere il miglioramento delle condizioni meteo per poter intervenire e abbiamo avviato la fresatura e la riasfaltatura nelle ore notturne, in modo da ridurre al minimo i disagi alle persone» spiegano dagli uffici. Ed in effetti, anche se il lavoro notturno costa in genere il 20 per cento in più, i cantieri attrezzati in questi giorni hanno dimostrato una progressione veloce ed un lavoro a regola d’arte, nonostante il clima di emergenza ed i molti danni registrati alle vetture in transito.
«Siamo intervenuti sulla Tangenziale Sud da Brescia Est a Brescia Centro nelle due direzioni di marcia, per poi occuparci dell’innesto dell’Eib sino a Roncadelle» spiegano dagli uffici tecnici di piazza Tebaldo Brusato.
Un intervento ultimato proprio la notte tra venerdì e sabato, con fresatura di 7 centimetri di strato e la posa di nuovo «binder» di una granatura più grossa, così da creare uno strato più resistente alle sollecitazioni.

«Solo nel tratto riqualificato della Tangenziale Sud abbiamo posato l’asfalto drenante, soluzione tecnica che comporta la necessità di un sottofondo adeguato» continuano i tecnici. Impegnativo l’intervento, pure appena ultimato, sulla Sp 345 Trumplina: i tratti stradali interessati dai lavori notturni sono stati quelli dei Comuni di Marcheno, Tavernole, Pezzaze, Bovegno e Collio. «Solo a Tavernole abbiamo posato 8mila metri quadrati di asfalti nuovi con una spesa totale di 190mila euro» spiegano dall’assessorato ai Lavori Pubblici. Va anche detto che lungo la Sp 345 l’asfalto è stato posato senza aver effettuato la fresatura. Gli ultimi passaggi sono quelli lungo la strada sino a Collio.

Lievita così il bilancio degli investimenti: «Per la sola Tangenziale Sud sono stati spesi 150mila euro, mentre altri 180mila sono stati impegnati per i lavori in Valtrompia. Al termine degli interventi puntuali, con rifacimenti di pezzi di strada particolarmente rovinati, a giugno spenderemo 2,2 milioni di euro» confermano dagli uffici. Senza contare che i lavori proseguono ora in Valsabbia «e negli altri centri operativi – conferma l’assessore Maria Teresa Vivaldini – i lavori sono appena iniziati».

Alla base della situazione di «degrado» delle strade c’è anche chi incolpa la crisi: questa ha fatto registrare un crollo del 23% del consumo nazionale di bitume. Il consumo del conglomerato bituminoso per le manutenzioni stradali si è dimezzato negli ultimi sei anni, passando da 44 a 22 milioni di tonnellate, quantità molto al di sotto della soglia minima per la sicurezza stradale.
Parallelamente alla profonda crisi delle manutenzioni stradali, che ha già provocato la chiusura di molte imprese, si è sviluppata la crisi del sistema industriale della raffinazione che negli ultimi mesi ha portato alla chiusura di due raffinerie. In questo in molti chiedono che fine abbia fatto la legge 22 marzo 2001 n. 85 che prevedeva «la progressiva generale introduzione di pavimentazioni con effetto drenante’ nelle strade extraurbane». É noto, infatti, che l’asfalto con una granulometria maggiore dura il 30% in più, elimina l’effetto aquaplaning e non si buca così facilmente ogni volta che piove. Buone intenzioni rimaste sulla carta.
Roberto Manieri

Maltempo, situazione buche: le vostre segnalazioni

Maltempo e buche nelle strade bresciane: sono tante le segnalazioni che arrivano dai nostri lettori. Acqua, asfalto malconcio e temperature rigide ma non troppo hanno provocato problemi soprattutto a Mazzano, lungo la Statale 45 bis, dove domenica sera una decina di auto dirette verso il lago di Garda sono rimaste bloccate per la foratura degli pneumatici o per problemi anche più gravi.

Anche per questo abbiamo chiesto ai nostri lettori di inviarci segnalazioni relative ai disagi sulle strade di Brescia e provincia e in tanti ci avete scritto.

La strada più gettonata per le buche è la tangenziale Sud all’altezza dell’uscita di Rezzato, ma tante segnalazioni sono arrivate per la situazione in tangenziale Ovest.
Per quanto riguarda la città, situazioni critiche vengono indicate in via Oberdan, via Stretta, via Cattaneo e in via Marco Polo a San Bartolomeo, come testimoniano le due immagini che pubblichiamo e inviateci da una nostra lettrice. Problemi anche nella zona industriale.

In provincia, segnalazioni per la buca enorme alla rotonda del bivio Provaglio-Camignone che porta alle piscine; problemi anche sulla 235 Orceana, sulla Ss42, Ss510, Ss45 bis, nella zona di Pontevico, a Maclodio in direzione Orzinuovi e a Carpenedolo. 

Mancano i soldi per riparare le strade: limite di velocità a 30 km/h

Non ci sono soldi per la manutenzione delle strade? “Riduciamo la velocità di tutti i veicoli
a 30 chilometri orari”. È la trovata della Provincia di Crotone per far fronte alle precarie condizioni delle strade di pertinenza dell’ente. Da alcuni mesi ormai gli automobilisti che vogliono spostarsi da un Crotone - limite 30 Km/hpaesino all’altro devono rispettare il limite di velocità imposto dall’ordinanza firmata dal dirigente dei lavori pubblici, viabilità, mobilità e trasporti, Francesco Benincasa, il quale ha puntato il dito contro la politica mettendo nero su bianco che il provvedimento si è reso necessario “a causa delle criticità economiche in cui versa la Provincia”.

In altre parole, la situazione è questa ed è destinata a rimanere tale. “Passo d’uomo” e circolare quindi. Ecco così risolto il problema delle “numerose buche, avvallamenti, frane e smottamenti, che determinano una sensibile riduzione degli standard di sicurezza per la percorrenza delle stesse“.

L’ordinanza ha carattere temporaneo ma, se si legge con attenzione, non ci sono i margini per pensare che i disagi degli automobilisti possano durare solo pochi mesi. Negli ultimi esercizi finanziari, infatti, “non sono state stanziate risorse destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria, né se ne prevede lo stanziamento per il presente esercizio finanziario”.

E siccome le buche e gli avvallamenti non si riparano da soli, né tantomeno le frane e gli smottamenti si mettono in sicurezza senza prevedere un minimo di spesa, il destino di chi intende percorrere le arterie provinciali di Crotone è quello di non superare i 30 km orari anche nelle strade in cui, da codice della strada, si potrebbe arrivare a 50 o a 70 km/h. Un modo per scongiurare incidenti e, molto probabilmente, per evitare le responsabilità penali e i risarcimenti chiesti dagli automobilisti costretti a fare i conti con strade che sembrano groviere.

Il provvedimento tocca tutta “rete stradale provinciale extraurbana” ad eccezione, naturalmente, dei “tratti delle arterie già precluse al transito”. Oltre a informare tutti i sindaci della zona, a metà giugno il dirigente Benincasa ha inviato la copia dell’ordinanza (definita “urgente e improcrastinabile in quanto motivata dalla gravità di una situazione che determina un pericolo per la pubblica incolumità”) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture che, quindi, sono informati del fatto che la “regolare transitabilità” non è garantita “secondo gli standard di sicurezza”. Sono passati quasi due mesi, l’estate è praticamente agli sgoccioli e nessuno si è domandato se la Provincia di Crotone è in grado di garantire la manutenzione ordinaria delle sue strade.

fonte : IL FATTO QUOTIDIANO