Archivi del mese: maggio 2016

KaltAsphalt Plus NON è solo invernale

KaltAsphalt Plus non è un conglomerato esclusivamente invernale ma anzi il vero MITO è che KaltAsphalt Plus è Estivo.

buca_impronta_piedeRipristini di scavi, allacciamenti servizi, riparazioni, rattoppi, non temono confronti prestazionali rispetto all’asfalto a caldo, anzi data la sua praticità, versatilità, pulizia ed efficacia, è risolutivo anche in estate così come in inverno.
Ma rispetto all’asfalto a caldo risparmiate tempo e denaro facendo un intervento che si chiude molto più rapidamente a vantaggio dell’organizzazione e della sicurezza.
Non teme rammollimenti da alte temperature estive, il sole non gli comporta nessun problema e lo posi anche sotto la pioggia con le buche piene d’acqua,
i temporali estivi non sono più un problema !

 

OMICIDIO STRADALE – Reato la mancata manutenzione

Schermata 2016-05-03 alle 09.56.06Il ragazzo impasticcato che alle prime luci dell’alba si mette stravolto al volante dopo la discoteca. Il camionista cotto dal sonno che continua imperterrito il suo viaggio e non si ferma alla piazzola per il riposo. Il signore bevuto, ma sicuro di poter guidare benissimo anche dopo essersi scolato un bel po’ di birre. Quell’altro che scambia la statale per la pista di Le Mans. Non sono sempre e solo loro i responsabili dei morti e feriti sull’asfalto. Le cause possono essere anche altre, non soggettive ma strutturali: la strada sconnessa, le buche, il guard rail assente o talmente vecchio da risultare inutile, il segnale sbagliato o inesistente, le strisce pedonali sbiadite, il tracciato assassino, la curva modellata come non si dovrebbe, la galleria buia. Oppure anche le auto costruite male, messe in circolazione nonostante i difetti, a cominciare dai freni non perfettamente funzionanti. E’ successo e più di una volta con case costruttrici italiane, europee, giapponesi e americane. Con la legge che introduce il reato di omicidio stradalee con la circolare di coordinamento con il Codice stradale emessa di recente dal ministero dell’Interno, queste responsabilità strutturali che però hanno padri e madri in carne e ossa, un tempo difficili da contestare e soprattutto da sanzionare perché non c’erano i presupposti legali per farlo, ora invece sono punibili. E anche con severità.

Vale la pena riportare i punti salienti della circolare inviata dal ministero dell’Interno a Prefetture, Questure, Carabinieri, Polizia e Finanza. Questi punti riguardano proprio le responsabilità dei gestori delle strade e dei fabbricantidi auto: “La fattispecie generica di omicidio colposo è quella commessa con violazione delle norme sulla circolazione stradale la cui pena rimane la reclusione da due a sette anni… Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade… anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli”.

Il riferimento della circolare ministeriale è all’articolo 14 del Codice della strada, quello che individua “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”. Articolo che dice: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”.

Gli enti proprietari delle strade sono lo Stato, le Regioni, i Comuni e in via derivata anche le società pubbliche e private che dallo Stato hanno avuto in concessione le autostrade assumendo per contratto su di sé gli oneri di manutenzione e l’obbligo di tenere i percorsi efficienti e sicuri. Le novità introdotte dalla nuova legge sull’omicidio stradale combinate con ciò che prevede il Codice della strada significano una cosa precisa: per non incorrere in guai giudiziari molto seri che prevedono perfino l’arresto, tutti i soggetti investiti dall’obbligo di curare al meglio le strade (oltre che i costruttori di auto) dovranno intensificare i loro interventi per evitare di incappare nell’accusa di omicidio colposo in caso di incidenti gravi avvenuti per i difetti evidenti delle strade o resi più gravi dalle carenze delle strade stesse. Tradotto in casi concreti questo vuol dire per esempio che soprattutto l’Anas, l’azienda pubblica che ha in gestione 25mila chilometri di statali, sarà costretta anche in forza di legge a voltare il più in fretta possibile pagina rispetto alla gestione precedente. Nel decennio a guida di Pietro Ciucci terminato esattamente un anno fa, la manutenzione delle strade statali era stata praticamente relegata agli ultimi posti e purtroppo gli effetti negativi di questa scelta si notano da tempo con chiarezza in ogni parte d’Italia.

Riflette Lino Setola, presidente della sicurezza stradale di Finco, la federazione di imprese di costruzione di opere specialistiche: “Per un decennio l’Anas ha inseguito il miraggio delle grandi operecon risultati non solo modesti, ma negativi perché questa scelta ha di fatto comportato non solo che le grandi opere non sono state realizzate, ma ha sottratto risorse importanti periodicamente destinate in passato alla manutenzione delle strade statali. E’ un bene per gli automobilisti e i cittadini e anche per le imprese che la nuova gestione del presidente e amministratore Gianni Armaniabbia deciso di imboccare un’altra direzione già prima che fosse introdotta la legge sull’omicidio stradale. Apprezziamo la scelta di Armani di non concentrare tutta l’attenzione sui general contractor e le grandi opere e di avviare un programma di manutenzione stradale fino al 2019″.

Fonte : Il fatto Quotidiano di Daniele Martini | 3 maggio 2016